Inserito da casadio il 24 luglio 2011 | Pubblicato in Difficoltà genitoriali

Il bambino sembra non avere la ricchezza del linguaggio adulto per esprimere il dolore psichico, che manifesta invece con varie modificazioni del comportamento: capricci, testardaggine, apatia, noia, tristezza, chiusura autistica, instabilità, ritmie,voracità, anoressia,e ,più tardi, depressione aggressiva e le diverse forme di trasgressività adolescenziale.

Alcuni di questi possibili comportamenti allarme, naturalmente,rivelandosi difficili da cogliere e capire, inducono come unica reazione nell’adulto il classico meccanismo di punizione. Per far fronte a questa situazione, non dovremmo mai far riferimento a norme educative fisse, bensi cercare di sviluppare il più possibile la nostra creatività pedagogica, osservando la sintomatologia del bambino, soprattutto attraverso l’ascolto, per portarne alla luce il significato profondo.

Il sintomo è sempre un messaggio che vi pone una domanda: perchè mio figlio ha bisogno di questo sintomo, che significato ha per lui e cosa modifica nell’assetto familiare,come ci riorganizziamo per affrontare un evento nuovo? E’ attraverso l’ascolto del bambino e la comprensione di noi stessi in quel momento particolare della nostra vita  che è possibile cominciare a riscrivere un modo diverso di stare assieme , riscoprendo parti nuove di interazione e relazione con “l’altro”.

Il bambino coglie e si adegua precocemente al nuovo mondo, ai suoi cambiamenti e alle sue nuove tendenze; l’adulto se sa leggere tra le righe,può vedere il frutto di quel mondo che egli ha contribuito a creare e a costruire nel figlio, può scoprire sia i propri errori che le proprie risorse educativi e sociali e può modificare il proprio atteggiamento al momento giusto, senza creare una relazione di tipo riparativo  basata sul senso di colpa e sulla frustrazione dell’impotenza genitoriale. (Borgna)

Mia figlia di 10 anni una sera mi disse: “papà, ma quand’è che si diventa sordi?”, risposi in modo pseudoscientifico raccontando che per malattie e anzianità a volte si può perdere l’udito. Poi le chiesi il perchè della domanda e lei mi rispose: ” perchè è da ieri che ti ho fatto una domanda e non mi hai ancora risposto” .