Inserito da casadio il 30 luglio 2011 | Pubblicato in Dicono di noi

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Ravenna: salute, in barca a vela per superare il disagio mentale

08 luglio 2008

RAVENNA – «In barca non ci sono il disturbo e il disturbato, il figlio e il genitore; in barca ci sono il comandante, il marinaio, il prodiere … Ruoli, regole, spazi diversi che costituiscono un forte stimolo dal punto di vista educativo, dell’apprendimento, della socializzazione… La barca a vela infatti, proprio perchè presuppone degli obiettivi condivisi, favorisce al tempo stesso lo spirito di gruppo, il piacere di stare insieme, e l’autonomia individuale, il rispetto della singola individualità…»

Così lo psicologo dottor Gianluigi Casadio, sintetizza il senso del progetto “Uomo a mare”, promosso dall’associazione ONLUS “A.M.A .la Vita”. Il progetto coinvolge ormai da due anni una trentina di utenti dei servizi psichiatrici ravennati e i loro familiari, ed è qualificabile non come una semplice attività per trascorrere il tempo libero, ma come un vero e proprio percorso riabilitativo.

Molti contributi hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto. Prima fra tutte, va ricordata la collaborazione dell’AUSL di Ravenna; determinante è stato inoltre il generoso contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio e dei Lions ravennati; che hanno permesso, tra l’altro, l’acquisto di una piccola imbarcazione; importante anche l’aiuto di Marinara, che ha offerto il posto barca e uno spazio per gli incontri, spazio finalmente non sanitario, inserito a pieno titolo nella normale vita cittadina; da ricordare anche la collaborazione offerta dalla Lega Navale nella persona del presidente Ivo Emiliani.

Il progetto è stato presentato pubblicamente alcune settimane fa a Marinara, alla presenza degli assessori Giovanna Piaia e Pericle Stoppa, nel quadro delle celebrazioni per il trentennale della legge 180, la cosiddetta “legge Basaglia”.

Domenica scorsa “Uomo a mare” ha partecipato con alcuni equipaggi alla regata della tredicesima edizione di “Festivela”. All’interno della manifestazione, su iniziativa dell’ANED Emilia-Romagna(associazione nazionale emodializzati), al Progetto “Uomo a mare” è stato consegnato il premio “Per la promozione della solidarietà”. Si tratta di un riconoscimento intitolato alla memoria di Franca Pellini, ex presidentessa nazionale ANED, scomparsa lo scorso anno e da sempre grande sostenitrice di “Serenissima Open 36” e del suo ruolo di testimonial della campagna informativa regionale.

Il progetto comincia a essere preso a modello anche da parte di associazioni e servizi sanitari di altre città e sta raccogliendo l’adesione sempre più entusiasta degli attori coinvolti. Ecco che cosa scrive nel suo “Diario di bordo” Marcello, uno dei “marinai” più appassionati: «Sono stato assieme ai miei amici spensieratamente. Questa attività in mare dà la possibilità di restare uniti e partecipi in maniera davvero costruttiva»

 

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